Angelo Nasti (Sogno di avere ristorante di proprietà)

Gavetta: Istituto alberghiero – percorso lavorativo in cucina – Stagioni invernali ed estive – locali di Milano e Monza – Aiuto Cuoco, capo partita e chef di cucina.

Dall’ ultima esperienza lavorativa, partecipa e partecipa come Chef alla apertura della Trattoria in cui cucina piatti tipici tradizionali a Canzo. Il Luogo alle pendici del monte Cornizzolo si presta e da il via alla sua esperienza.

Il Locale, con orto, spazio esterno e Mattoni a vista e’ l’ ottima base per dare vita inizialmente al suo sogno imprenditoriale e per lavorare in sintonia con l’ ambiente.

I prodotti tipici del luogo senza dimenticare la sua provenienza. La cucina Campana influenza il suo modo di lavorare, gioviale e senza fronzoli insieme allo staff porta a se l’ interesse degli amanti della cucina tradizionale.

Dall’ orto alla tavola i suoi piatti sono guarniti con erbe aromatiche che insaporiscono l’ esperienza di cucina. Di fianco ai profumi dei piatti (primi e secondi) l’ accostamento di un enologo arricchisce la sua esperienza.

Insieme ad abbinamenti Enogastronomici amavo gustare un bicchiere di vino e cercare il piatto da abbinare. Nel frattempo, il fratello Ignazio stava mettendo le basi al percorso di cucina raffinata imparando, il valore dell’ equilibrio nei piatti.

Il percorso dei due si incrocia e da vita al percorso di ricerca del sapore insieme all’ equilibrio, nella tavola. Gusto ed equilibrio hanno un peso differente e portano entusiasmo sia in tavola che durante le fasi di lavorazione dei piatti.

Passa il tempo. Se prima l’ attenzione era rivolta alla cucina partenopea ed i piatti della tradizione del luogo, sebbene questa avventura non dimentichi queste pietanze, oggi piu’ di ieri l’ interesse dell’ utente della trattoria si fa piu raffinato mentre i due ragazzi per contrapposizione trovano il consenso dei produttori ed allevatori del luogo portando gli ingredienti a kilometro zero sulla tavola del suo ristorante.

Prediligendo il valore del rapporto con i produttori locali, i due cuochi rispecchiano esattamente il genere il genere di cucina che vogliono proporre raccogliendo consenso della commistione tra i due punti di sinergia: Tradizione e Genuinità.

PIATTO PREFERITO: pasta e patate, salsiccia e friarielli, la buona carne, costate fiorentine. Pasta fresca fatta in casa con farina biologica Castagne. Caprini a km zero (prim’ Alpe) miele e frutti di bosco. Uova, pollo, vedere e marmellate. 

Allo stesso modo Ignazio inizia da pasticcere e stagioni e frequenta le prime cucine da aiuto Cuoco in Italia ed all’ estero. Aiuto Cuoco, capo partita e chef di cucina.

La svolta che stabilirà le regole e i ruoli del loro incontro, saranno le esperienze.

Unione di Tradizione e Innovazione solo la prerogativa e l’ equilibrio della loro cucina Tradizionale e ricercata. A Milano da Sadler, bistrot Chic ’n Quick che e’ un Bistrot con affluenza mista per via della vicinanza dei due. Il passaggio definitivo nelle cucine di Sadler completa la sua realizzazione. (due stelle Michelin). Continua a sua esperienza da Matteo Baronetto “Del cambio” (una stella Michelin). Passa poi da Luigi Taglienti “Lume” (una stella Michelin)

La sua cucina influenzata dagli stellati mette al centro pulizia, equilibrio nei piatti, cotture e innovazioni su nuove cotture a temperature (es: affumicatura,  e conservazione dei cibi).

Con una Metafora che usano, In fase di costruzione dei piatti la cucina di mamma e’ stata decisa e rivisitata con sensazioni diverse. Acidità ed equilibrio.

Esempio: Pasta cotta nell’ acqua di pomodoro, purea di melanzane e cacao. Quale e’ il piatto preferito di Ignazio? Ignazio non ha un piatto preferito. E’ Il tempo a suggerire ingredienti e metodi. Il resto, inizia in cucina. Di certo ama cucinare le salse. Ama profondamente la tradizione Parigina. In particolare il Jus. (estratto di vitello, salsa poivrade, civet, Jus di quaglia, brodo di cappone). Brodi di pesce e carne.

Dall’ orto seleziona: agrumi, erbe (timo). Arricchendo i piatti, dando equilibrio e misurando la parte acida.

La sfida piu’ grande ora e’ la pasticceria.

Ha capito che chiudere il pasto con un dolce  completa l’ esperienza sensoriale che vogliamo trasmettere ai nostri clienti. l’ unione delle due esperienza ha dato vita a un connubio di tradizione ed innovazione. L’ equilibrio nella composizione dei piatti, oggi, ha raggiunto il livello desiderato e l’ attivazione dei sensi si sviluppa a partire dal primo boccone.

Riso zafferano, lime, porcini e liquirizia.

Esempio

 

 

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